Grazie, Franca Caltarossa​!

Da 5 anni oltre a svolgere la mia professione di cantante, sono diventata operatrice didattica nelle ludoteche comunali di Venezia dove insegno musica, in particolare canto, ai bambini delle scuole primarie e delle infanzia. Sono stata presentata a Franca Caltarossa dagli amici Cecilia Salmaso e Daniele Frison che mi hanno sugerito di creare un laboratorio didattico di musica nella Ludoteca di Villa Groggia diretta da Franca. Ero stupita dall’idea di insegnare ancora ai bambini. La mia prima sperienza fu a Milano, nell’ambito privato di casa mia, quando insegnai ai compagni di classe delle mie bambine che frequentavo, allora, le scuole primarie.

Con Franca fu amore e amicizia a prima vista. Il primo laboratorio proposto a Venezia fu L’Arca di Noè tratto dall’opera musicale scritta dal poeta brasiliano Vinicius de Moraes e tradotta all’italiano dai compositori Sergio Bardotti e Sergio Endrigo. Quella fu per me un’opportunità di esprimermi nelle due lingue con cui ho cresciuto le mie figlie e con cui sono cresciuta. Ma principalmente fu l’occasione per vivere l’integrazione sociale consolidata nello spazio di Villa Groggia gestita da Franca. La ludoteca di Sant’Alvise, infatti, è frequentata da bambini di tutti paesi e religioni e in quello spazio, anch’io essendo straniera, mi sono sentita a casa.

Seguirono altri laboratori di musica, sempre basati allo intercambio culturale tra il Brasile e l’Italia. Os Saltimbancos successo di Chico Buarque conosciuto e cantato da generazioni di bambini brasiliani, era originalmente un’opera italiana con testi di Bardotti e musiche di Bacalov. I Musicanti, ispirato da un racconto dei fratelli Grimm, divenne nel 1976 un LP cantato dai Ricchi & Poveri. Se il disco venne presto dimenticato dal pubblico italiano, in Brasile diventò invece un classico del teatro per l’infanzia, venendo rappresentato sulle scene per ben oltre 20 anni. Stavo prendendo confidenza con l’insegnamento di canto e teatro e grazie a Franca mi sentivo sempre più sicura.

Lei mi invitò ancora a creare un’altro laboratorio per bambini. Questa volta si chiamò Zumbala e fu, in certo modo, il nostro laboratorio più riuscito. Lo ripetemmo 5 volte. Zumbala portava il bambino nella dimensione del gioco e della filastrocca e lo faceva affrontare per la prima volta la sfida di coniugare parola, ritmo e movimento, narrazione e canto. Ma era molto di più. Voleva recuperare la memoria infantile dei genitori e dei nonni atraverso la musica e i giochi che furonno proposti nel laboratorio dalle famiglia di ogni singolo bambino. Così abbiamo avuto canzoni e giochi proveniente dall’Egito, dalla Spagna, dal Brasile e, ovviamente, dall’Italia.

Incontrare Franca fu per me incontrare un Italia aperta, curiosa, intelligente e colta. Fatta di persone che fanno le cose basate ad un pensiero politico e sociale concretto. Che si confronta con la realtà che cambia abitudini e che accoglie lo straniero fino a farlo sentire parte integrante e risponsabile di quello le sta attorno. Franca andrà in pensione il prossimo luglio e lasciarà la sua impronta d’amore, di generosità e amicizia in tutti quelli che hanno avuto a che fare con lei e con suo modo di fare. Grazie, Franca!

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